Uffizi, un capolavoro nato quasi per caso

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Firenze: sono quasi due milioni le persone che ogni anno visitano uno dei musei più importanti al mondo, gli Uffizi.

A cura di Chiara Barbucci

La storia degli Uffizi è quella di un capolavoro nato quasi per caso. Dopo la conquista di Siena (1554 – 1555), nel 1560 Duca Cosimo I, insediatosi a Palazzo Vecchio, volle riunire in un unico luogo tutte le tredici più importanti magistrature fiorentine che regolavano l’amministrazione dello Stato Mediceo. L’intento era non solo quello di esaltare il ducato dei Medici nell’area cittadina, ma anche quello di avere gli “uffici” vicini al palazzo comunale e poterli così controllare personalmente.

Venne scelto quindi il quartiere popolare tra Piazza della Signoria e l’Arno e sotto la direzione dell’architetto Giorgio Vasari nacquero gli Uffizi. L’edificio fu concluso nel 1581 dall’architetto Bernardo Buontalenti insieme ad Alfonso Parigi il vecchio. Nello stesso anno, con l’avvento del Granduca Francesco I, gli Uffizi iniziarono a cambiare destinazione. Il figlio di Cosimo I decise di far chiudere un’ala della loggia per adibirla a galleria personale nella quale collezionare dipinti quattrocenteschi, opere contemporanee, sculture e gioielli, ma anche dipinti della famiglia Medici. È solo l’inizio di quello che poi diventerà il museo più visitato d’Italia. Nel 1591 la Galleria fu aperta al pubblico e nel corso degli anni l’originario nucleo della raccolta dei Medici si arricchì attraverso acquisizioni, lasciti e donazioni.

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Divisa in sale allestite per scuole e stili in ordine cronologico, la Galleria degli Uffizi, raccoglie dipinti che vanno dal ‘200 ai giorni nostri. È possibile ammirare la migliore collezione al mondo di opere della scuola fiorentina e toscana, che si sviluppa dal Gotico al Rinascimento fino ad arrivare al Manierismo. Da Cimabue a Michelangelo, da Giotto a Leonardo Da Vinci, da Raffaello alla straordinaria collezione di Sandro Botticelli. Non solo Toscana ma anche capolavori di molte scuole italiane, come Caravaggio, Mantegna e il Canaletto e di artisti europei come Rembrandt o Rubens. All’interno delle sale c’è inoltre una rara collezione statuaria che va dal II secolo a.C. fino all’800. Inestimabile anche la collezione di disegni e bozzetti.

Da quest’anno l’esperienza all’interno della Galleria sarà ancora più ricca e interessante. Sono infatti ben 1.500 i metri quadrati appena inaugurati: 24 sale di cui 6 di esposizione museale, 17 dedicate alle mostre temporanee e un’area di sosta per i visitatori. Conclusi i lavori di restauro al piano nobile dell’ala di ponente, chiamata anche “l’infilata”, l’apertura dei nuovi spazi ha completato il percorso iniziato già nel giugno 2012 con l’inaugurazione delle nove “sale rosse” dedicate alla “Maniera Moderna”.

Sala 35 di Michelangelo.1

 

Sono 39 le opere pittoriche che tornano alla luce nei nuovi spazi, tutti interamente indirizzati ad artisti attivi a Roma durante la prima metà del ‘500. Nelle sei sale permanenti sarà poi possibile ammirare i lavori di Correggio, del Parmigianino, di Giorgione e Sebastiano del Piombo, di Tiziano e di pittori lombardi come Moroni, Lotto e Savoldo. Una mostra intitolata al Gran Principe Ferdinando de’ Medici, di cui quest’anno ricorre il terzo centenario dalla morte, sarà il primo evento ad esordire negli spazi dedicati alle esposizioni temporanee.

Gli Uffizi, un gioiello che il mondo ci invidia, guardano al futuro regalandoci ogni anno nuovi capolavori provenienti dal passato.

 

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