Un dolce di carnevale: la schiacciata alla fiorentina

Simona Grossi

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dolce

Il carnevale venne introdotto in Toscana durante il medioevo. A Firenze in quell’epoca però c’era una tradizione molto particolare: i giovani anziché lanciarsi colorati quadratini di carta tiravano sassi l’un contro l’altro, con conseguenze a volte estreme.

Nei decenni questo costume continuò a perdurare e solo l’intervento di Girolamo Savonarola, riuscì a moderare la situazione. Alla sua morte però l’usanza riprese e durò fino al Rinascimento, quando le pietre furono sostituite da palloni fatti di stracci bagnati e pieni di fango.

Per mettere un freno a questa turbolenta abitudine, che pare fosse causa di tensione estreme tra la famiglia de Medici e la famiglia Strozzi si introdusse l’uso di lussuosissime carrozze, appositamente ornate e decorate, dove i nobili si pavoneggiavano e sfilavano per il centro cittadino tra due ali di folla plaudente.

Quello e non solo quello era il vero senso del periodo più pazzo e scatenato dell’anno: la mescolanza indistinta tra popolo e nobili, l’azzeramento delle differenze sociali, l’inversione dei ruoli, l’ironia e la satira, nonché il poter mangiare liberamente e con ingordigia almeno un giorno all’anno prima della Quaresima.

Il dolce di Firenze per eccellenza, del periodo carnevalesco è la schiacciata semplice, chiamata in origine la schiacciata unta perché fatta con lo strutto .

Ingredienti

  • 250 g di farina 00
  • 150 g di zucchero
  • 1 uovo
  • 1 arancia
  • 15 g di lievito di birra
  • 100 ml di acqua 
  • 1 bustina di vanillina
  • 4 cucchiai di olio d’oliva
  • zafferano o noce moscata
  • zucchero a velo

Preparazione

In una zuppiera mettere la farina, il lievito e l’acqua. Lavorare gli ingredienti fino ad ottenere un composto omogeneo, coprirlo e lasciarlo lievitare per un ora.
Aggiungere l’uovo, la vanillina, l’olio d’oliva, il succo e la buccia grattugiata dell’arancia, la noce moscata o lo zafferano.
Mescolare energicamente, versare l’impasto in una teglia rettangolare unta di olio. Lasciare riposare l’impasto per una altra ora.
Preriscaldare il forno a 180 gradi. Infornare e cuocere per 30 minuti fino a che la schiaccia non assuma un caldo colore arancio.
Sfornare, raffreddare e cospargere di zucchero a velo.

Un dolce talmente tipico che basta spostarsi di pochi km da Firenze che già non si trova più e quindi, a maggior ragione è una delizia da non perdere, anche farcita con panna montata o crema chantilly.

Credits Photo: In cucina con Lucia

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Simona Grossi