Robert Capa: al Museo Alinari un maestro del fotogiornalismo

Katia Neri

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Dopo il successo a Roma, al Palazzo Braschi, la mostra fotografica di Robert Capa sbarca al Museo Alinari. Il ritratto umano dell’Italia del 1943/44 vi emozionerà fino al 23 febbraio 2014.

Se le tue foto non sono all’altezza, non eri abbastanza vicino”. Il pensiero di Robert Capa (1913-1954), uno dei più grandi fotografi del secolo scorso, riassume la sua filosofia di vita, vissuta in prima linea sui campi di battaglia. Ogni scatto secondo me è stato fondamentale, per completare il puzzle della sua vita.

Esiliato dall’Ungheria nel 1931, Capa intraprende l’attività di fotografo a Berlino, diventando molto famoso per le foto, realizzate durante la guerra civile spagnola tra il 1936-39. Troverà la morte nel 1954 in Indocina, calpestando una mina, mentre svolgeva il suo amato lavoro. Una passione che lo ha trascinato nel cuore degli avvenimenti, in vari scenari bellici del XX secolo: la guerra civile spagnola, la guerra sino-giapponese, il secondo conflitto mondiale, la guerra arabo-israeliana e la prima guerra d’Indocina.

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In occasione dell’anno culturale Ungheria-Italia (2013-2014), che coincide con il centenario della nascita del fotografo, il Museo Nazionale Ungherese di Budapest e la Fratelli Alinari dedicano una mostra, curata da Beatrix Lengyel. Complessivamente 78 fotografie in bianco e nero, provenienti da Robert Capa Master Selection III, una serie di 937 fotografie, scattate in 23 paesi di quattro continenti e acquistate dal Museo Nazionale Ungherese tra il 2008 e il 2009. Il percorso espositivo, corredato da pannelli con testimonianze e riflessioni del protagonista, è l’ultimo evento organizzato dal MNAF, poiché le altre saranno allestite al Museo del Novecento, che inaugurerà il 30 Aprile.

Ritengo Capa, non solo un impavido e bravissimo fotografo, ma anche un uomo dotato di tenacia e forte sensibilità, che ha scosso le coscienze senza alcuna retorica. Le opere documentano lo spirito e le emozioni dell’epoca, scatenando quella consapevolezza in chi le osserva. Civili feriti e terrorizzati, soldati sfiancati, rifugiati, brandelli d’umanità, immortalati dall’obiettivo, a distanza ravvicinata, per testimoniare e mettere in luce la verità, la fragilità dell’uomo, messo a nudo. Tutti momenti di vita accomunati dalla stessa condanna: la guerra.

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Robert Capa ha avuto il dono, il talento e il cuore di cogliere umanamente e professionalmente l’attesa, la paura, la speranza. Il fermo immagine di sentimenti che vivranno per sempre nella memoria. Il ricordo di Ernest Hemingway: “E’ stato un buon amico e un grande e coraggiosissimo fotografo. Era talmente vivo che uno deve mettercela tutta, per pensarlo morto”.

Robert Capa in Italia 1943-1944, presso MNAF, Piazza Santa Maria Novella 14 a r, Firenze.

 Mostra: 10 gennaio-23 febbraio 2014.

Orario: dalle ore 10.00 alle ore 18.30, chiuso il mercoledì.

Biglietti: intero € 9,00, ridotto € 7,50.

 

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Katia Neri