Pere in composta, una ghiottoneria di Pietro Aretino

Simona Grossi

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pere

Celebre poeta e scrittore del 500, si definiva l’uomo più libero del mondo nonché “censore del mondo, oracolo della verità e flagello dei principi”.

Fu cacciato dalla natia Arezzo per aver scritto un sonetto contro le indulgenze e si rifugiò a Roma dove Papa Leone X e successivamente Clemente XII furono suoi mentori.
In seguito, a causa di sonetti molto licenziosi dovette scappare dalla corte papale per rifugiarsi a Firenze, protetto da Giovanni de Medici e poi in seguito a Venezia.
In ogni trasferimento condusse una vita sfarzosa e la sue dimore furono centro culturale e luogo di incontro di artisti da Tiziano al Tintoretto oltre a letterati e gaudenti al pari suo.
Detestava mangiare da solo, nella sua casa c’era sempre cibo per tutti, in quanto sosteneva che “mangiare senza compagnia è una golosità da lupi”.

pietro aretino
Era ghiotto di verdure, amava la nepitella e il radicchio selvatico, stravedeva per le olive che gli rammentavano in ogni dove la terra di Toscana così come il vino che definì in una lettera mandata al Tintoretto in questo modo:
“Il vino temperatamente bevuto, moltiplica le forze, cresce il sangue ,colorisce la faccia, desta l’appetito, fortifica i nervi, rischiara la vista, ristora lo stomaco.”
Aveva un debole per le pere e tra un sonetto ed un convivio scrisse anche la seguente ricetta:

Ingredienti

  • 8 perine piccole o 4 grandi
  • ½ limone
  • 8 cucchiai di zucchero
  • nepitella ( mentuccia)
  • 500 ml acqua

Preparazione

Sbucciare le perine lasciando il gambo, oppure tagliare a spicchi quelle più grosse. In un tegame mettere le pere, l’acqua, il succo del limone. Quando l’acqua comincia a bollire aggiungere lo zucchero e la nepitella. Cuocere a fiamma dolce avendo cura di girare la frutta delicatamente.
A cottura ultimata, sgocciolare le pere e porle con un cucchiaio in una pirofila di vetro. Il liquido rimasto nella pentola verrà ulteriormente condensato e fino ad ottenere uno sciroppo denso che verrà versato sulle pere.
Servire freddo.

Pietro l’Aretino fece del vivere in pubblico la sua bandiera e la sua fama, ma tra genio e sregolatezza non dimenticò mai i sapori autentici e semplici della Toscana che lui stesso contribuì a rendere noti in Italia e all’estero.

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Simona Grossi