Il potere dello sguardo: alle Cappelle Medicee Michelangelo secondo Aurelio Amendola

Katia Neri

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Quante volte ci siamo soffermati sul mistero di uno sguardo incrociato nel mondo. Uno sguardo ammirato in una fotografia, in un quadro. Nella mente scorrono tanti pensieri, che inebriano anche il cuore. Vi suggerisco come ripetere quest’esperienza.

Emozione, silenzio e spettacolarità. Ho scelto queste tre parole di ampio significato, per definire la mostra fotografica “Il potere dello sguardo” di Aurelio Amendola. Un’esposizione di 23 scatti in bianco e nero, che celebra Michelangelo Buonarroti (1474-1564), il maestro del Rinascimento. Il 18 Febbraio ricorreranno i 450 dalla sua morte e il Polo Museale Fiorentino, in collaborazione con il Gruppo editoriale UTET e FMR, ha deciso di festeggiare l’evento anche con la pubblicazione del volume “Michelangelo. La dotta mano (80 foto di Amendola arricchite di 46 disegni, provenienti da Casa Buonarroti).

6.Giuliano

L’estasi intellettuale ed estetica

Il percorso della mostra si snoda in un primo gruppo di 15 immagini nella parte centrale della Cripta delle Cappelle Medicee, in un secondo costituito da 4 bellissimi scorci del David collocato nella tribunetta di destra, dove si trova la sepoltura di Cosimo I de’ Medici, la terza sezione con 2 fotografie dei Prigioni nella tribunetta opposta, infine alcuni particolari di disegni murali insieme al Coronamento metallico, presenti nella stanza segreta. Nascondiglio di Buonarroti durante l’assedio di Firenze (1530), che conserva sui muri tracce di fregi e figure allegoriche a carboncino.

Michelangelo infonde nelle sculture dalle forme sinuose un’inedita maestosità, il senso della vita, enfatizzati dalla forza emotiva degli scatti di Amendola, che sono meri atti di amore nei confronti dell’arte. L’occhio critico del fotografo scorge l’essenza dell’uomo sui marmi michelangioleschi, immortalati sotto una luce diversa, più riflessiva, conducendo l’osservatore all’estasi intellettuale ed estetica.

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Da diverse angolature, secondo me, la contemplazione dei nuovi aspetti artistici del maestro avviene in modo naturale e suggestiva. Michelangelo e Aurelio Amendola sfruttano la dialettica chiaroscurale (gioco luce-ombra), per evidenziare la dicotomia, presente nel Rinascimento, tra bene e male, peccato e virtù. L’uomo come soggetto e oggetto di scelte e responsabilità. La fotografia è arte che esalta non solo le linee, ma scava nelle recondite stanze dell’essere umano, catturando il nostro sguardo, disarmato da cotanta bellezza e imponenza.

Considero questa mostra un’occasione per una rilettura della figura di Michelangelo, attraverso l’occhio sensibile di Amendola, sempre attento a cogliere le sfumature dell’arte scultorea e fotografica.

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Il pensiero di Cristina Acidini, Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino, è significativo:

Toccare con gli occhi, ecco una prima seppur confusamente espressa sensazione, che le fotografie di Amendola mi suggeriscono, nel guardarle e riguardarle ogni volta come se fosse la prima. Amendola, con le sue foto ci fa vedere, ci fa capire. Ma anche, e non meno, ci guida a intuire e ci invita a sognare

Il potere dello sguardo, presso Cappelle Medicee, piazza degli Aldobrandini 6, Firenze.

Mostra: 8 Gennaio – 15 Marzo 2014.

Orario: dal lunedì alla domenica, 8.15 – 13.50.

Ingresso: Intero 6€, ridotto 3€.

Chiusura: seconda e quarta domenica del mese – primo, terzo e quinto lunedì del mese. La biglietteria chiude alle ore 13.20.

 

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Katia Neri