Foreste Casentinesi: il polmone verde della Toscana

admin

Tagged: , , , , , , , , , , , , , , , , ,

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Al visitatore che raggiunge questi luoghi è offerta una sensazione indimenticabile: quella di respirare il profumo, la storia e l’atmosfera di foreste imponenti, da secoli testimoni del continuo evolversi della natura, prodighe di sostentamento e ricovero per tante piccole grandi comunità.

In questi luoghi l’uomo ha sempre vissuto e lavorato lasciando testimonianze artistiche e architettoniche che si offrono al visitatore in una meravigliosa cornice naturale. Un territorio con centri abitati impregnati di storia, dove il rapporto tra uomo e natura ha radici lontane. Da queste foreste si è tratto il pregiato legname per le impalcature di opere monumentali come il Duomo di Firenze, o le travi lunghe e diritte per costruire le navi della flotta pisana. Foreste che per centinaia di anni sono state fonte di sostentamento per gli abitanti della montagna e che ai nostri giorni permettono ai visitatori di rilassarsi o di passeggiare lontani dal traffico cittadino, godendo di rara quiete. Affascinante nei suoi colori, con tutte le tonalità del verde che in autunno esplodono in suggestive macchie gialle, ambrate e rossastre, il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, carico di meditativi silenzi, di avvistamenti insoliti e di incontri indimenticabili, non può che rimanere impresso nella memoria.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

 Nel cuore del parco, istituito nel 1993, è posta come una lucente perla la Riserva naturale integrale di Sasso Fratino. Qui una morfologia aspra, ripide pendenze, numerosi affioramenti rocciosi e la mancanza di vie di accesso, hanno reso nei secoli difficile la penetrazione dell’uomo. Questo ha permesso al bosco di rimanere vicino alla massima “naturalità”, condizione insolita da riscontrare in altri contesti nazionali ed europei. Un luogo incantato e fondamentale, oggi, per capire e studiare le leggi della vita dei boschi. Sin dal 1959 infatti, decenni prima della nascita del parco, questo luogo è stato salvaguardato con l’istituzione della prima Riserva naturale integrale d’Italia. Ancora oggi è vietato l’ingresso a Sasso Fratino, se non a fini di ricerca, proprio per permettere agli studiosi di capire l’ecologia della foresta in assenza di interventi e presenza umana.

La ricca flora del parco è costituita da oltre 1.000 specie erbacee e da 48 tra alberi e arbusti. I boschi sono abetine secolari, faggete con acero montano e boschi misti con numerose varianti, che mutano da valle a valle. Il territorio si contraddistingue anche per la grande ricchezza faunistica, che presenta anche in questo caso elementi di forte interesse scientifico. Tra tutti spicca una delle più importanti popolazioni di lupo dell’Appennino settentrionale, il più grande predatore presente oggi nel parco. Ci sono poi numerosi ungulati: cinghiale, capriolo, daino, cervo e una piccola popolazione di muflone, specie non autoctona, ma introdotta dalla metà dell’800 per conto del Granduca di Toscana.

foreste

 La ricchissima avifauna comprende attualmente circa un centinaio di specie nidificanti, tra cui l’aquila reale, il gufo reale, il falco pellegrino e ben sei specie di picchi. Il territorio delle Foreste Casentinesi è caratterizzato inoltre da un interessante assetto geologico: nel corso di recenti studi sono stati individuati 86 siti di importante interesse naturalistico come cavità naturali e rupi impreziosite da una flora particolare, affioramenti di interesse paleontologico e cascate, come quella dell’Acquacheta, citata da Dante della Divina Commedia. E Dante è possibile ritrovarlo una seconda volta nel territorio del parco, a Capo d’Arno, sulle sponde del Monte Falterona. Nel punto dove nasce il fiume più importante della Toscana si trovano incisi su una pietra i noti versi del Sommo:

“… per mezza Toscana si spazia,

un fiumicel che nasce in Falterona,

e cento miglia di corso nol sazia”.

All’interno del parco spiccano poi due poli di grande fascino ed importanza spirituale come il Santuario della Verna, posto su di un monte donato a San Francesco d’Assisi da un nobile locale, dove il santo ricevette le stimmate, e l’Eremo di Camaldoli. È stato proprio l’Ordine dei Monaci Camaldolesi a rendersi primo testimone, custode e gestore di questo patrimonio sin dal 1012.

3342719740_8cdd7f50b2_o

È possibile visitare l’area protetta lungo i suoi 600 chilometri di rete sentieristica, con piacevoli escursioni a piedi, in mountain bike, a cavallo o, in inverno, con gli sci da escursionismo e le racchette da neve. Il parco delle Foreste Casentinesi, oltre a rappresentare il più importante polmone verde della Toscana, è un luogo in grado di mostrare ineguagliabili bellezze paesaggistiche e culturali.

Share Button

/ 174 Articles

admin