Cortona, la Regina della Val di Chiana

Chiara Poggi

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Cortona. Una fonte inesauribile di storie ed emozioni. Salendo dalla pianura della Val di Chiana appare maestosa e assolata: solo a vederla così, da lontano, accende la curiosità di esplorare i suoi vicoli e le sue piazze incastonate sulla collina.

Ma prima di addentrarci nelle vecchie mura etrusche della città, vale la pena proseguire per pochi chilometri, verso un luogo appartato e magico, di pace e meditazione: l’eremo Le Celle.

Varcare il suo portone d’ingresso significa entrare in una dimensione antica, di quiete e spiritualità. Nella riservatezza di questo piccolo angolo di Toscana si concentrano costruzioni curiose: un villaggio di tetti e finestrelle abbarbicato su una rupe, al di là di un torrente solcato da ponti di sasso.

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Non si può fare a meno di fermarsi a riflettere, fuori dal caos della vita di tutti i giorni, lasciandosi immergere nell’atmosfera di contemplazione, silenzio e francescana letizia che ammanta ogni angolo. L’eremo rappresenta un interessante capitolo della vita di San Francesco d’Assisi: è qui che soggiornò dando vita a un itinerario apostolico e i natali a una piccola struttura conventuale.

Ritornando sulla strada principale facciamo una piccola deviazione per ammirare la Basilica di Santa Margherita (XIII sec), costruita su una chiesetta dedicata a San Basilio. L’esterno e l’interno della costruzione sono rivestiti in marmo rosa e le tre navate dell’edificio vengono illuminate per merito di grandi rosoni.

Sulla strada che porta a Cortona, dopo un paio di chilometri di curve, si intravede l’imponente la Chiesa di Santa Maria Nuova (XVI sec), iniziata dal Cristofanello e conclusa da Giorgio Vasari. La chiesa, a croce greca con tre facciate uguali, è impreziosita da una splendida cupola barocca seicentesca.

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Ora siamo pronti per fare il nostro ingresso a Cortona. La città sorge al confine tra Toscana ed Umbria, in una posizione dominante e panoramica a circa 600 metri sul livello del mare. Guardando in basso, da Piazza Garibaldi, si scorgono i terrazzamenti che scendono verso la Val di Chiana, distesa tra i suoi colori intensi; in fondo, sulla sinistra, si nota il lago Trasimeno. Tutt’intorno profili di colline, edifici antichi e chiese: uno dei più caratteristici, emozionanti e suggestivi paesaggi toscani.

L’influsso etrusco è palpabile, guardandosi intorno sembra quasi di respirarlo e tornare indietro nel tempo. Furono gli Etruschi, nel IV secolo a.C., a costruire le imponenti mura che circondano la città per circa tre chilometri, le tombe nobiliari “a melone” e il monumentale altare funerario adornato da sfingi, esempio unico in Italia. Cortona divenne una città potente grazie alla sua posizione strategica, che permetteva un ampio controllo dei territori.

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Il centro storico ha il suo fulcro in Piazza della Repubblica, la piazza centrale, dove pulsa ancora oggi, come nel Medioevo, il cuore del borgo. Anziani e ragazzi siedono sulle scalinate del Palazzo del Comune, leggendo e scambiandosi quattro chiacchiere. Qui si incrociano il cardo e il decumano, le strade che costituivano gli assi nord-sud ed est-ovest della Cortona di epoca romana. Da questa piazza partono oggi vie piene di curiosi turisti di tutte le nazionalità, osterie caratteristiche, pizzerie, botteghe d’arte, d’antiquariato e palazzi storici. Le più frequentate sono via Nazionale, la strada dei negozi e dello “struscio”, e Piazza Signorelli, dove sorge l’omonimo Teatro e il MAEC, il museo dove viene custudito l’antico mondo degli Etruschi.

Testimonianze etrusche e medievali si alternano a quelle rinascimentali e barocche: le troviamo nei tanti palazzi rinascimentali, un tempo dimore esclusive dei più facoltosi. Le famiglie aristocratiche, divenute in seguito solide anche nelle cariche pubbliche, manifestarono dal Cinquecento fino a tutto il Settecento, la loro ricchezza e potenza edificando palazzi dalla ristrutturazione delle vecchie case, o creandoli ex novo. Tra i molti, tutti interessanti dal punto di vista storico ed architettonico, vi segnaliamo palazzo Quintani, palazzo Alfieri-Alticozzi e palazzo Tommasi-Fierli.

Siamo stati noi ad andare a cercarla, ma abbiamo avuto come l’impressione che fosse lei a cercare noi. Un sentore di pace ci pervade, sembra che il tempo si sia fermato. Paesaggio, arte, cultura, storia e moderna vitalità si fondono: questa è la sinergia che la Regina della Val di Chiana riesce a creare con chiunque vada a visitarla.

CREDITS PHOTO: SERGIO PICCIOLI

 

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Chiara Poggi