Giostra del Saracino: le origini

Luigi Torreggiani

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il buratto

Anni ’30. Un corrispondente aretino del quotidiano “La Nazione” si imbatte senza volere in un curioso documento ingiallito, risalente addirittura al ‘600.

Qui trova descritta chiaramente una “Giostra” disputata con lance, fantini e cavalli contro un singolare bersaglio dalle sembianze mediorientali. Il giornalista, illuminato dalla scoperta, si ricorda di un gioco simile, osservato praticare per strada dai bambini della città, che correvano all’impazzata, con scope imbracciate come lance, contro una sinistra figura disegnata su di un muro. Il “gioco del buratto”, così chiamato dai ragazzini, aveva radici lontane, che affondano nel medioevo e sono vive ancora oggi… Dopo questo ritrovamento si assiste ad Arezzo alla prima Giostra del Saracino di epoca moderna.

Dal 1931 questo evento rappresenta senza ombra di dubbio una delle rievocazioni medievali più interessanti e coinvolgenti d’Italia. La Giostra incarna non solo lo spirito commemorativo e goliardico di una manifestazione storica, ma anche tutta la carica emotiva e agonistica dei grandi eventi sportivi. Nelle settimane antecedenti alle due edizioni annuali la città di Arezzo si trasforma: bandiere e colori, riunioni serrate e cene propiziatorie, concerti, canti, marce e assalti.

Le vie del centro si dividono in quattro aree ben distinte e molti, specialmente i più giovani, indossano fieri bandane e foulard del proprio quartiere. L’atmosfera è calda, al limite della tensione. Al documento seicentesco ritrovato per caso precedono molte altre tracce sull’origine della Giostra. La più eclatante e famosa è quella impressa da Dante Alighieri, che nel Canto XXII della Divina Commedia descrive come, in terra aretina, vide “correr giostra”, tra cavalieri, tornei, trombe e tamburi.

La Giostra, in origine esercizio militare, divenne poi gara e manifestazione per mostrare in contesti di festa il valore dei cavalieri aretini. Da sempre essi devono centrare un bersaglio tenuto in mano da un automa corrazzato chiamato “buratto”, che rappresenta il Re delle Indie dalle sembianze moresche e dalle fogge mediorientali: il nemico più temibile dell’occidente cristiano in epoca medievale, il capo degli arabi infedeli, chiamati appunto Saraceni.

giostra 01684

Dopo l’edizione della riscoperta la Giostra ha visto un crescere continuo di popolarità, entrando sempre più nel cuore degli aretini, che si sono riconosciuti in questo sport bizzarro e ne hanno fatto un vanto, un marchio distintivo. Ma la Giostra ha valicato anche i confini della città, entrando in libri, racconti e persino nel noto fumetto Disney “Topolino”, che vi ha dedicato un intero numero!

topolino

Oggi è un’indescrivibile esplosione di costumi curati nel minimo dettaglio, sbandieratori abilissimi, riti da rispettare rigorosamente e tifo indiavolato. Come nel medioevo, le gesta dei fantini e del loro cavallo affascinano e appassionano. La cornice di Piazza Grande contribuisce ad ammaliare e a rendere questa festa ancora viva e attuale: come ci insegna la sua lunga storia, in grado di rinascere sempre.

Credits Photo: Giulio Cirinei

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