Acquacotta alla senese: una minestra da favola

Simona Grossi

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acquacotta

C’era una volta  un viandante che non aveva molto con sé, viveva di espedienti e per continuare il suo viaggio, spesso si affidava alla provvidenza. Un giorno si fermò vicino ad una casupola, in cui dimorava un anziana signora. Vedendolo stanco ed affamato gli offrì ospitalità, malgrado il fuoco fosse spento e la dispensa vuota.

Lui, grato per quel gesto – e notando le condizioni di estrema povertà della donna – ebbe un’ispirazione. Si recò presso un fiume lì vicino e prese un sasso. Lo lisciò con cura e lo portò dentro quella misera casa. Il fuoco tutto ad un tratto si accese, l’acqua cominciò a bollire e ad ogni sua richiesta il lucente sasso procurava gli ingredienti necessari per preparare una minestra calda e nutriente.

Secondo la leggenda nacque così la ricetta dell ‘ACQUACOTTA, un piatto leggendario versatile, ed economico che varia di borgo in borgo , da comune in comune e che racchiude la natura gastronomica toscana che con pochi ingredienti è capace di realizzare una minestra dal sapore pieno ed intenso, fatto con quello che si ha. Negli anni le varianti divennero innumerevoli:
con salsiccia, oppure verdure e uova , o ancora con carciofi, bietole o fave.

Ingredienti

  • 4 uova
  • 500 g. funghi
  • 1 spicchio d’aglio
  • 4 pomodori rossi e maturi
  • 4 fette di pane toscano raffermo
  • 4 cucchiai di olio di oliva
  • 4 cucchiai di pecorino toscano grattugiato
  • 1,5 lt di acqua
  • sale q.b

Preparazione

In una padella intiepidire l’olio. Rosolare l’aglio e aggiungere i funghi ben mondati ed tagliati sottili. Cuocere per 5 minuti. Unire i pomodori tagliati a pezzetti. Mescolare spesso fino a che il composto sia ben amalgamato, quindi versare l’acqua preriscaldata e salata e proseguire la cottura per 30 minuti.
In una terrina,sbattere le uova ed unirvi il pecorino grattugiato. Versare il composto direttamente nella zuppa. Abbassare la fiamma e cuocere per altri 3 minuti.
Servire il composto sulle fette di pane abbrustolito – una per ogni commensale -.
Una favola che è anche metafora sull’ospitalità e una ricetta magica nella sua essenzialità ci conducono all’eccellenza. Un brand chiamato Toscana, a tavola…. e non solo!

 

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Simona Grossi