Greve, non solo Chianti: un posto magico dove sposarsi

Simone Scalaberni

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Greve di sera
Greve di sera, piazza centrale

Fin dai tempi antichi (Medioevo) la storia di Greve è legata alla sua piazza principale che ha sempre esercitato la funzione di mercatale, luogo di scambio/acquisto delle merci più disparate. Il borgo era una semplice dipendenza del castello di Montefioralle ma, grazie alla sua posizione, situata nel punto in cui si incontravano le vie di collegamento tra il Valdarno, la Val di Greve e la via che da Firenze attraverso le Colline del Chianti, conduceva nel senese: in questo modo quello di Greve poté diventare il principale mercatale della zona. La piazza dalla caratteristica forma di triangolo allungato è per gran parte circondata da portici ed al centro è posta la statua di Giovanni da Verrazzano.Uno dei vertici della piazza è occupato dalla chiesa parrocchiale dedicata alla Santa Croce (XIX secolo).Dal punto di vista storico-amministrativo, prima di entrare nella Provincia di Firenze, Greve faceva parte del vicariato di San Giovanni Valdarno, anche se al confine col vicariato di Certaldo (di cui faceva parte la provincia del Chianti, attualmente tutta compresa nella Provincia di Siena).Ben cinque pievi attestano l’ antica organizzazione religiosa del territorio grevigiano: Rubbiana, Cintoia, Sillano, San Cresci e San Leolino, tutte con cospicui resti delle strutture romaniche: in particolare quest’ ultima, che è affiancata da un chiostro trecentesco, è preceduta da un porticato cinquecentesco e conserva numerose opere d’ arte. Hanno invece perso i caratteri medievali quasi tutte le numerose chiese che dipendevano dalle pievi ricordate, fatta eccezione per quelle di Vicchiomaggio, delle Convertoie e delle Strinche.

Presso Greve sorse anche un piccolo convento francescano, di cui oggi rimane qualche traccia, e si ha notizia di un ospizio sorto vicino a Mercatale; a San Martino in Cecione fu un monastero di donne, la cui chiesa fu ridotta poi a parrocchiale, ma il complesso monastico più consistente fu l’ abbazia vallombrosana di Montescalari, ristrutturata tra Cinque e Seicento da Alfonso Parigi e, dopo la soppressione, trasformata in villa-fattoria.

Sposarsi a Greve in Chianti

Scegliere Greve significa sposarsi in un borgo pervaso da un’atmosfera senza tempo. Un agglomerato di costruzioni in pietra tra macchie di querceti e colline a vitigni. La sua bella piazza triangolare dove si possono ammirare portici, loggiati, palazzi e la bella chiesa di Santa Croce.

Piazza Matteotti a Greve, particolare
Piazza Matteotti a Greve, particolare

Il paesaggio grevigiano è essenzialmente collinare. Alle quote più basse si trovano le grandi estensioni di vigneti e gli oliveti. Più in alto, dove la coltivazione non è più possibile o anti-economica, la vite lascia il posto ai boschi, soprattutto di querce.

Tutto il territorio, anche nelle parti più selvagge, è fortemente antropizzato: numerosi sono i segni del lavoro secolare dei contadini chiantigiani per lo sfruttamento di una terra difficile.

Numerose sono anche le testimonianze del passato: molti i castelli e i borghi fortificati che in tutto il Chianti ci ricordano la lunga lotta tra Firenze e Siena e molte le chiese anche piccole e piccolissime ma sempre suggestive.

Non si può lasciare Greve in Chianti senza salire al castello di Montefioralle. È uno dei borghi più antichi della zona, un tempo detto ‘Monteficalle’ perché circondato da moltissime piante di fichi. In origine borgo fortificato, conserva oggi intatta la straordinaria atmosfera di un tempo lontano.

Greve in Chianti vi offre insomma la possibilità di un matrimonio suggestivo tra le verdi e morbide colline del Chianti, che disorientano per la loro rigogliosa bellezza, e tra palazzi medievali che hanno mantenuto la loro storia e il loro fascino. Senza dimenticare che state soggiornando nella patria del Chianti classico…

Museo del vino di Greve, particolare
Museo del vino di Greve, particolare interno
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Simone Scalaberni