L’atmosfera natalizia sul divano: i film da (ri)vedere sotto le feste

Katia Neri

Tagged: , , , , ,

trading_places-top_life_magazine

Natale rappresenta l’occasione per dedicare più tempo alla famiglia, per condividere momenti con gli amici, ma secondo me anche per ritagliare un po’ di spazio per sé stessi.

Quale modo migliore se non godendosi un film in compagnia o da soli, seduti sul divano. Vi propongo alcuni titoli che rispondono perfettamente alle diverse esigenze.

La vita è meravigliosa (1946) di Frank Capra

Un classico cinematografico dalla poesia ineguagliabile. Frank Capra infonde nella favola una visione ottimista della vita: generosità, amicizia, onestà, famiglia. I valori che trasmette il film, diretto in modo essenziale dal regista, toccano le corde dell’animo umano.

Dopo la morte del padre George Bailey abbandona gli studi, per dirigere la Società di costruzioni ereditata. Durante la vigilia di Natale lo zio di George perde una cospicua somma di denaro, che viene trovata da Potter, avido finanziere senza cuore. Quando George si reca da quest’ultimo in cerca di aiuto, gli viene negato. Preso dallo sconforto, decide di uccidersi, ma in soccorso arriva il suo angelo custode, inviato dalla Divina Provvidenza. L’angelo farà capire all’uomo le conseguenze del suo folle gesto sui familiari. George si accorgerà di essere in realtà il più ricco della città. Consiglio questa perla della storia del cinema a tutti, in particolare a chi non l’ha mai visto.

La vita è veramente meravigliosa, se l’esistenza di ciascuno è impreziosita da quella degli altri.

 Una poltrona per due (1983) di John Landis

Natale con i tuoi e gli altri giorni con chi vuoi, io suggerisco con gli amici. Quale spassosissima commedia americana da vedere in compagnia se non Una poltrona per due. Un appuntamento che, ogni anno come consuetudine sarà trasmesso in TV, per chi vuole trascorrere una serata goliardica.

Randolph e Mortimer Duke, venali finanzieri di Filadelfia, dimostrano in maniera pratica una tesi marxista: l’ambiente fa l’uomo. Tutto questo sulla pelle di Louis Winthorpe, giovane borioso manager della loro finanziaria, che sta per sposarne l’erede. Grazie ad un equivoco Billy, un nero specialista nell’arte di arrangiarsi, occupa il posto del giovane rampante, insediandosi nella lussuosa residenza e destreggiandosi nel complicato mondo della finanza. Un incredibile successo a discapito di Louis, che si avvilisce di giorno in giorno.

Una critica dissacrante della società americana, fotografata dal regista con un linguaggio cinematografico lineare a favore della storia, condita da un ritmo comico incalzante. Vizi e virtù di ricchi e poveri messi alla berlina dal regista attraverso un sano umorismo, espresso con bravura dai formidabili attori (Eddie Murphy e Dan Aykroyd).

 Mamma ho perso l’aereo (1990) di Chris Columbus

Chi non ha mai espresso durante l’infanzia il desiderio di far sparire la propria famiglia? Penso tutti compresa me, per poter trasgredire le regole di mamma e papà. Il film diretto da Chris Columbus è un cult della mia infanzia, che diverte sempre e lascia un sorriso nostalgico. Una commedia familiare dalla comicità lapstick, gag originali e buonismo dosato al punto giusto.

La numerosa famiglia McCallister parte per le vacanze natalizie verso Parigi, dimenticandosi di Kevin (Macaulay Culkin), il figlio più piccolo che era stato messo in punizione in soffitta. Rimasto solo, Kevin non si perde d’animo, anzi comincia a godersi la casa in assoluto relax e divertimento. Ad un certo punto il piccolo grande Kevin dovrà fare i conti con Harry e Marv, ladri maldestri, che però non sanno chi li attenderà in casa. Consigliato alle famiglie e a chi vuole ridere di gusto.

Misery non deve morire (1990) di Rob Reiner

Se non sopportate più lo spirito natalizio e le corse ai regali vi hanno stremato, direi di darci un taglio, semmai con una lama affilata, come quella usata da Katy Bathes in Misery non deve morire. Terrificante, claustrofobico, geniale.

Lo scrittore di successo Paul Sheldon (James Caan), vittima di un grave incidente stradale, viene soccorso da Annie Wilkes, infermiera e sua accanita ammiratrice, che lo cura nella sua casa isolata a causa di un gelido inverno. Inizialmente l’infermiera si pone in maniera gentile nei confronti dello scrittore, fornendogli anche qualche suggerimento per il nuovo romanzo. Quando Annie scopre che la sua eroina Misery morirà nell’8° romanzo, si scatena la sua furia diabolica. Dopo aver spezzato le caviglie a Paul, lo costringe a far resuscitare il suo adorato personaggio nel 9° romanzo. Ispirato al romanzo di Stephen King, il regista Rob Reiner confeziona un capolavoro, un thriller avvincente dai risvolti drammatici, che suscita più terrore di un film horror. La macchina da presa serpeggia, creando un dinamismo drammatico e penetrando nei meandri di una mente perversa e poliedrica. Uno sguardo, un gesto dell’imprevedibile Annie, portato magistralmente in scena da Katy Bathes, inquieta lo spettatore. Un film da rivedere assolutamente.

 Love actually (2003) di Richard Curtis

Per chi adora essere travolto non solo da leccornie natalizie, ma anche dalla dolcezza dell’Amore con la A maiuscola, questo è il film giusto per voi. Quest’anno io ho preferito invece optare per il salato. Sullo sfondo di una Londra sfavillante dieci storie, collegate da un filo sottile, s’intrecciano in un balletto tra sentimento e comicità, per formarne una sola. Il regista esprime l’amore, senza scivolare nello stucchevole, cogliendo le molteplici sfaccettature di questo mondo meraviglioso. Un cast d’attori di tutto rispetto (Hugh Grant, Colin Firth, Emma Thompson, Liam Neeson) una valida sceneggiatura e una comicità in stile inglese salvano la commedia, che nonostante gli stereotipi, risulta piacevole e ancora più emozionante. Sconsiglio vivamente questo film corale a chi ha problemi di cuore, soprattutto in questo periodo, non arriverebbe a festeggiare l’ultimo dell’anno.

 A Christmas Carol (2009) di Robert Zemeckis

La favola ha lo scopo, di offrire un avvertimento morale ai bambini e di far rivivere agli adulti le emozioni d’un tempo. Questo è quello che si propone A Christmas Carol, film diretto nel 2009 da Robert Zemeckis, adattamento del racconto “Canto di Natale” di Charles Dickens.

Ebenezer Scrooge, vecchio bramoso finanziere, vive a Londra in compagnia della sua cassaforte. Odia il Natale e tutti coloro che si preparano a festeggiarlo. Durante la vigilia gli appare Jacob Marley, il defunto socio in affari, che gli annuncia la visita di tre spiriti: uno che incarna il Natale passato, uno quello presente e l’altro quello futuro. Gli spiriti faranno ravvedere Scrooge, ripercorrendo la sua vita. Finale scontato: non è mai troppo tardi per espiare le proprie colpe. Un gioiello digitale girato in motion-capture da godere, preferibilmente in 3D, per cogliere le potenzialità dello spettacolo cinematografico. Sequenze mozzafiato, fotografia cupa e tecnica digitale vi terranno incollati allo schermo. Consigliato a chi crede nella magia del Natale e lo aspetta ogni anno con grande gioia.

 

Share Button

/ 40 Articles

Katia Neri