Ricette toscane, la scottiglia

Simona Grossi

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scottiglia

Nel corso dei secoli in Toscana, come nel Nord Europa, il ceppo era espressione dell’arrivo del Natale.

Un tronco enorme, che veniva spostato da almeno 4 uomini e che ardeva ininterrottamente per dodici giorni di seguito: dalla vigilia fino alla Epifania. Simbolo di unità e accoglienza, emblema dell’amore verso la famiglia e la vita, polarità di forze benefiche, emanazioni di flussi positivi sulla casa e sulla terra. Immagine primitiva di Babbo Natale, dell’albero e anche della Befana.

Nelle campagne aretine era usanza intonare una preghiera durante la cerimonia del ceppo:
“Si rallegri il ceppo: domani è il giorno del pane”. Poi, i bambini venivano bendati e dopo essere stati ricompensati con dolcetti e semplici regali dovevano colpire il ceppo con le tenaglie, mentre il resto della famiglia intonava l’Ave Maria del ceppo:
Ave Maria del Ceppo,
Angelo benedetto!
L’Angelo mi rispose
Ceppo mio bello, portami tante cose!

scottiglia (1)

Davanti al fuoco, adulti e bambini aspettavano golosi che venisse servito in tavola un piatto gustoso:

La scottiglia

L’origine del nome nasce nel cuocere la carne in un coccio con poco olio e scottata a fiamma viva.

Ingredienti

  • 1 kg di carne mista ( maiale, vitello,pollo faraona e piccione )
  • 350 g di passata di pomodoro
  • 1 cipolla rossa grande
  • 3 spicchi d’aglio
  • prezzemolo, salvia, alloro
  • ½ bicchiere di olio di oliva
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • fette di pane toscano

Soffriggere in una padella dai bordi alti con poco olio, la cipolla tagliata a fette.
Quando imbiondirà aggiungere il restante olio e la cane. Rosolarla ,aggiungere la passata di pomodoro e gli aromi . Mescolare spesso. Unire il vino bianco e quando lo stesso sarà evaporato servire la carne su fette di pane toscano abbrustolito, strofinato con l’aglio e irrorato di olio d’oliva

Solo dall’Ottocento questa ritualità cominciò a modificarsi ed il ceppo si tramutò in un omone dai capelli bianchi che dispensava doni…. ma la ricetta sfidò il tempo ed i suoi cambiamenti e il
sapore delle cose semplici della Toscana giunge a noi intatto, carico di speranza, gioia e augurio di abbondanza.

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Simona Grossi