I pici senesi: vietato chiamarli spaghetti

Simona Grossi

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Nelle famiglie contadine senesi, l’arrivo del Natale era un grande avvenimento: per un giorno si poteva essere meno parsimoniosi, consentire alcuni strappi alla regola del mangiare scarno di tutti i giorni e interrompere la monotonia quotidiana.

La novità sulla tavola era la PASTA FRESCA unita a carne o formaggio, uova o salumi, dolci e frutta. Una festa per tutti, anche nella preparazione; le bambine sopratutto, venivano coinvolte dalle massaie che le introducevano così ai mestieri di casa. Le loro piccole dita rendevano i pici ancora più sottili e raffinati  inoltre per le stesse era una iniziale formazione per diventare “donne da marito”.

L’origine del nome si divide in due scuole di pensiero

La prima sostiene che siano nati dalla fantasia gastronomica del romano Marco Giulio Apicio ( 25 a.c -37 d.c.) il quale affascinato dal cibo dei condottieri etruschi, ne parlò nel suo De re Coquinaria. Di questa prima PASTASCIUTTA se ne ha traccia su un dipinto di una tomba etrusca raffigurante un servo che li porta in tavola al padrone in una “patera” ( scodella).

La seconda, dal verbo appicciare: “fare il picio” o meglio lavorare la pasta fresca fra le mani strisciandola tra il pollice e l’indice fino ad ottenere un grosso e lungo spaghetto ( vietato però chiamarlo così).

pici

Ingredienti

  • 350 farina 0
  • 150 g di farina di grano duro
  • 250 g di acqua
  • olio d’oliva

Preparazione

Su una spianatoia setacciare insieme le due farine. Aggiungere l’acqua ed impastare non troppo a lungo. Formare una palla e lasciarla riposare per 10 minuti.
Tirarla a forma di rettangolo alto 2 cm, lungo 50 cm e largo 20. Cospargere la pasta, di olio. Tagliare la prima striscia di 2 cm e rollarla con le mani sulla spianatoia fino ad ottenere i pici che verranno avvolti in matasse e, posti su un piano di legno cosparso di farina , perchè si asciughino.

Condimento

  • 30 g menta
  • 20 g basilico
  • 4 spicchi d’aglio
  • prezzemolo
  • 1 uovo sodo
  • 50 g di olio d’oliva
  • 50 g di pecorino
  • sale e pepe q.b

Tritare le erbe, l’uovo e l’aglio. Mescolare. Unire l’olio e in seguito il pecorino fino a farla diventare una crema morbida. Uno scrigno di emozioni tutto toscano da condividere e gustare appieno nella sua prelibata semplicità.

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Simona Grossi