Ricette toscane: la carabaccia, una zuppa d’autore

Simona Grossi

Tagged: , , , , , , , , , ,

carabaccia

Cucinare è creatività allo stato puro e, l’arte gastronomica toscana, né è l’esempio più per antonomasia: sapori sopraffini, prodotti genuini, sperimentazione, evoluzione… ed estetica.

Caterina de' Medici
Caterina de’ Medici

Nel rinascimento era di moda, nelle grandi famiglie nobili fiorentine, esaltare il gusto con sapori “dolci”. Questa zuppa, il cui termine indica un contenitore concavo, o zuppiera, ne è una mirabile espressione. Caterina de Medici portò la ricetta da Firenze a Parigi.  Col tempo i francesi la trasformarono nella conosciuta soup à l’oignon. La zuppa fiorentina, a differenza di quella d’oltralpe, ha –  oltre la morbida lieve dolcezza – quel sapore distintivo che dà la cannella e che la trasforma da semplice zuppa di cipolle in un piatto                                                                     esclusivo..

Ingredienti

  • fette di pane toscano
  • 3 grosse cipolle rosse
  • 2/3 carote
  • 5 gambi di sedano bianco
  • 1 uovo in camicia per commensale
  • 300 g di piselli
  • olio di oliva
  • sale e pepe
  • Ingredienti ( facoltativi della ricetta originale)
  • 200 g di mandorle
  • ½ bicchiere di aceto
  • 1 cucchiaino raso di cannella
  • zucchero.

Preparazione

In una casseruola di coccio , mettere le cipolle, il sedano e le carote tagliate a dadini. Aggiungere mezzo bicchiere di olio di oliva. Mescolare di tanto intanto e lasciare cuocere per un’ora a fuoco bassissimo, con il coperchio.
Lessare i piselli: metà verranno frullati e l’altra lasciati interi.
A cottura quasi ultimata delle verdure, aggiungere la purea di piselli e quelli interi.
Preparare le uova in camicia.
A cottura ultimata, unire le mandorle tritate, saltate in padella con l’aceto e la cannella
Versare la zuppa su fette di pane precedentemente abbrustolito, unire le uova in camicia e spolverare con un poco di zucchero e cannella.

I pranzi e le cene per il Natale sono occasioni per provare cosa un piatto può regalare a noi stessi e agli altri, uscire dalla routine e  conservare il patrimonio culturale a tavola.

Credits photo: Cover photo [ Burde73 ]

Share Button

/ 80 Articles

Simona Grossi