La ribollita: semplicità, saggezza e genialità

Simona Grossi

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ribolita

I profumi e gli odori del passato, giunti a noi intatti, colmi di amore, semplicità, saggezza e genialità: ingredienti insostituibili della cucina di tradizione toscana, che affascinano e coinvolgono più che mai i nostri sensi nel degustare queste specialità. Come la ribollita.

Cenni storici

La ribollita ha origine nel Medioevo. I feudatari, duranti sontuosi banchetti si cibavano in prevalenza di carne, che mangiavano accompagnata da sottili focacce senza sale.
Quelle che rimanevano, venivano date ai servi, i quali le facevano bollire in pentoloni di acqua insieme a verdure ed erbe aromatiche. La quantità prodotta era tale che la zuppa durava diversi giorni, e veniva “ribollita” più volte. Nacque così la base della zuppa diventata una delle rappresentazioni d’eccellenza dell’arte gastronomica fiorentina.

Questo piatto ebbe un estimatore illustre: Leonardo da Vinci, il quale, ispirato dai sapori della terra, redasse anche un manuale di ricette, la maggior parte delle quali a base di cereali, legumi, verdura e frutta.

Ingredienti

  • pane toscano raffermo
  • fagioli cannellini lessati
  • cavolo nero
  • verza
  • bietola
  • patate
  • carote e porro
  • cipolla
  • passata di pomodoro
  • olio extravergine di oliva
  • pepolino (timo)

Preparazione

Passare metà dei cannellini precedentemente lessati, al passaverdura. Si otterrà una purea che verrà allungata dalla stessa acqua di cottura. Preparare un soffritto con abbondante olio, cipolla e porro. Quando il soffritto imbiondirà, aggiungere un po’ di passata di pomodoro. Lasciare insaporire per alcuni minuti e aggiungere i cavoli , le patate e le carote tagliate a pezzetti. Stufare a fiamma dolce. Aggiungere i fagioli interi insieme al passato. Terminare la cottura a fuoco bassissimo. Al termine aggiungere il pepolino. In una zuppiera disporre le fette di pane alternandole con mestoli di zuppa. Lasciare riposare affinchè il pane assorba tutto il brodo e poi bollirla di nuovo.

Un piatto che non può mancare nel menù della Vigilia di Natale ed in tutte le occasioni che si desidera consumare una zuppa dal sapore… paradisiaco.

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Simona Grossi