L’antenato del panforte: il panpepato

Simona Grossi

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La leggenda narra che sul finire del XII secolo, una monaca realizzò un pane al miele con una ricetta di origine orientale, sostituendo però la frutta secca e candita con quella che aveva a disposizione. Malgrado le modifiche apportate, con questo sostanzioso pane, riuscì a sfamare la popolazione afflitta dalla carestia.

Cenni storici

Il primo documento contabile che cita il panpepato, risale al 1205 ed è stato trovato nell’Abbazia di Montecelso (SI). I monaci si fecero pagare le tasse con questo dolce. Nel 1370 divenne un prodotto rivolto ad un ceto sociale elevato e richiestissimo, per cui fu prodotto esclusivamente in monasteri, conventi e da speziali, in virtù della loro capacità economica atta a procurasi spezie pregiate dall’Oriente e frutta secca. Nel 1550, grazie al suo valore energetico, fu adottato dalle milizie senesi durante le campagne militari .

Poiché il composto risultò molto sodo, venne diviso in pani rotondi, leggermente rialzati al centro. Nei secoli, la cupola fu abbassata e assunse la forma piatta che ben conosciamo. Lo stesso dicasi dell’uso dell’ostia, metodo innovativo per non fare attaccare il dolce in cottura.

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Curiosità

La ricetta proposta non reca le quantità: nel 1370 non si era soliti misurare e pesare. Il risultato però era sempre e comunque di eccellenza.

Ingredienti

  • miele
  • zucchero
  • farina
  • noci
  • nocciole
  • mandorle
  • melone candito
  • cedro candito
  • arance candite
  • scorza di limone candito
  • semi di coriandolo
  • cannella in polvere
  • pepe
  • chiodi di garofano
  • noce moscata
  • cioccolato fondente
  • uvetta sultanina
  • ostie

Preparazione:

Mettete l’uvetta sultanina in ammollo per 30 minuti. Tritate grossolanamente la frutta secca e ponetela in un contenitore. Aggiungete la frutta candita, l’uva sultanina – ben strizzata ed asciugata – le spezie e il cioccolato a pezzetti o grattugiato.
In una pentola piccola e a fuoco dolce sciogliete il miele. Unitelo agli altri ingredienti e mescolate fino a che il cioccolato sarà sciolto. Aggiungete gradatamente la farina a pioggia e continuate a  mescolare fino ad ottenere un composto omogeneo. Formate dei panetti da porre su una teglia ricoperta dall’ostia. Preriscaldate il forno a 180 gradi e cuocete per non oltre trenta minuti. Fate rafreddare e servite freddo.

Un dolce che non manca mai il giorno di Natale. Non ci sono parole per descriverlo: bisogna solo assaggiarlo.

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Simona Grossi