L’olio toscano tra rito, tradizione e gusto

Alessio Ricci

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Spesso, pensando all’enogastronomia toscana, la prima immagine che ci illumina è rappresentata da lunghi filari di viti che circondano e caratterizzano la nostra bellissima campagna e che ci fanno assaporare prima con gli occhi, poi con l’olfatto e con il palato, le meraviglie regalate dai migliori vini del mondo.

Vogliamo però, qui e adesso, rendere omaggio a quello che già in antichità venne definito “il primo tra tutti gli alberi” e al suo prezioso frutto: l’olivo e l’olio extravergine d’oliva. La scansione temporale non è certamente casuale; è proprio in questo periodo che le distese di olivi che punteggiano le nostre colline assumono i colori più intensi e il verde e il viola dei frutti maturi si mescolano perfettamente alle foglie della pianta: è il momento della raccolta, un rito che coinvolge intere famiglie in un’impagabile atmosfera bucolica e che assume in Toscana il massimo del significato rituale e storico.

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Furono infatti gli Etruschi i primi importatori della coltivazione massiccia dell’olivo; di più e di meglio, in epoca moderna fu da Firenze che ripartì la sua diffusione ed è per questo che il legame tra Toscana e ulivo è così radicato e intenso, quasi mistico. La raccolta in fondo è solo il primo passo di una tradizione lunga secoli e che prevede in seconda battuta la spremitura, mirabile opera artigianale che permette all’oliva di trasformarsi in quel bellissimo colore verde e in quel profumo inconfondibile, acuto, caratteristico che solo l’olio toscano sa esprimere.

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E una volta che dal mulino si spande quell’aroma divino, il desiderio e la curiosità di sentire l’ olio nuovo in una bella bruschetta sono irrefrenabili. Le sensazioni che regala, e qui ci rivolgiamo soprattutto ai turisti, sono indimenticabili. L’olio d’oliva, alimento principe della dieta mediterranea e cibo tra i più salubri in assoluto, è capace di trasformare qualsiasi pasto in un’esperienza gusto-olfattiva imperdibile.

Però, ricordatevi di accoppiarlo al pane “sciapo” arrostito e ad un buon bicchiere di Chianti: inutile dirvi che solo la Toscana può offrirvi questo trittico di meraviglie.

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Alessio Ricci