Rodolfo Siviero, lo 007 dell’arte che salvò i capolavori dalle SS

Alessio Ricci

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Una storia nascosta, semisconosciuta e sottovalutata, quella di Rodolfo Siviero, agente segreto toscano che col suo portamento elegante, la fronte alta, l’incedere distinto e l’eloquenza gentile sembrava di certo più un professore che un James Bond ante litteram.

Eppure il suo valore, la sua preparazione e il suo coraggio hanno permesso di salvare durante la feroce occupazione nazista non tanto vite umane, quanto mirabili capolavori che altrimenti sarebbero finiti nelle grinfie del Terzo Reich.

Nasce a Pisa nel 1911 ma si forma a Firenze tra gli ambienti letterari e artistici dell’epoca, e seppur entri a far parte nel 1934 dei servizi segreti militari fascisti, da buon toscano manterrà sempre indipendenza e spirito critico, come testimonia il suo diario: la sua crescente avversione al fascismo, specialmente dopo le leggi razziali, lo porterà a schierarsi dalla parte dell’umanità e dell’arte.

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È infatti tra il ’43 e il ’45 che diventa il salvatore dei nostri capolavori: si mette di traverso ai progetti nazisti di far incetta dei tesori d’Italia e inizia rocambolesche operazioni di salvataggio non meno importanti di quelle che valgono medaglie e onori bellici: la collezione De Chirico nella sua villa di Fiesole e soprattutto l’Annunciazione del Beato Angelico, forse la sua perla più importante. Dopo la fine della guerra, De Gasperi lo incarica ministro plenipotenziario per il recupero delle opere d’ arte e lui lo ricambia riportando nel suolo patrio la Danae di Tiziano, l’Apollo di Pompei che Hitler in persona teneva in casa, per finire col discobolo Lancellotti, la straordinaria copia romana del discobolo di Mirone. E poi Bruegel, Raffaello, il Parmigianino e molti altri.

Siviero muore nel 1983, lasciando alla regione la sua casa come museo. Oggi bisognerebbe ricordarsi di più di un personaggio come lui e domandarsi se davvero possiamo permetterci che il suo immenso lavoro risulti inutile. Perché questo sta succedendo: Siviero ha difeso le nostre opere dai nazisti ma nulla ha potuto contro il loro più acerrimo nemico: l’incuranza di chi dovrebbe averne cura.

MUSEO CASA RODOLFO SIVIERO

Lungarno Serristori, 1, 50100 Firenze
055 234 5219

Orario d’apertura

Sabato, ore 10-18 (da settembre a giugno); ore 10.00-14.00 e 15.00-19.00 (luglio-agosto); domenica e lunedi ore 10-13 (tutto l’anno).

INFO: www.museocasasiviero.it

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Alessio Ricci