Il sogno in uno scatto: Izis al Museo Alinari

Katia Neri

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Un uomo stanco che riposa per strada, un sorriso che nasce dalla povertà, un anziano che gioca con le bolle di sapore, un acrobata che cammina in equilibrio sulla vita: frammenti di poesia del fotografo umanista, ritrattista e reporter Israël Bidermanas, alias Izis (1911-1980).

Dal 7 Settembre 2013 al 6 Gennaio 2014 il Museo Nazionale Alinari di Firenze, in collaborazione con la Ville de Paris, celebra l’immaginario, la poetica di questo genio che ha sempre creduto nella sua passione: la fotografia. La mostra, curata dal figlio Manuel con Armelle Canitrot, è suddivisa in sei sezioni (Il ritratto, Chagall, Sogni di Parigi, Sogni di Terra Promessa, Sogni di Londra e Sogni di Circo), introdotte dal film “Aperçus d’une vie”.

L’infanzia difficile e la condizione tragica della guerra non lo hanno mai abbattuto, infatti appena diciannovenne si trasferisce a Parigi, immortalata eternamente nelle opere “ Paris des rêves” (1950), “Grand Bal du printemps” (1951) e “Paris des Poètes” (1977). Dopo l’occupazione tedesca e la partecipazione alla Resistenza, la sua carriera decolla in maniera sorprendente, collaborando dal 1949 con la rivista Paris Match nella realizzazione di ritratti inusuali. Nel 1953 con il supporto della scrittrice Colette pubblica il libro “Paradis terrestre”, in cui Izis prende in mano l’obiettivo come fosse una penna, per scrivere poesie attraverso le immagini, impregnate di realismo e sogno.

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Perché Izis, sin da piccolo, è stato un sognatore, che si è rifugiato nel mondo onirico, grazie alla sua sensibilità. Un visionario che ha creato in modo poetico un dialogo tra l’immagine e la parola. La fotografia rivela tante parole, pensieri ed è in grado di fermare il tempo, mentre la parola ha il potere di suscitare molte immagini.

 Io lo ritengo un’anima pura che ha catturato le sfaccettature della realtà, calcandosi direttamente sul palcoscenico della vita, con il diritto di viverla dignitosamente e con un forte desiderio di libertà. Dall’opera “Le Cirque d’Izis” invece traspare la meraviglia, che provava il magistrale fotografo per il mondo circense. Quella stessa magia che sapeva infondere nel quotidiano, nel sogno e nella poesia. Consiglio vivamente agli amanti dell’arte della fotografia e a chi ogni tanto si diletta a cogliere l’attimo, questa mostra che offre l’opportunità di scoprire il peculiare universo di un artista dall’obiettivo-occhio umano e profondo.

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Il pensiero di Jacques Prévert: “La fotocamera di Izis è una scatola magica. Dalle sue mani fioriscono come per incanto esseri e cose che si aprono e si animano come quei fiori di carta giapponesi che, posti in un bicchier d’acqua, diventano all’istante esseri o cose di un immediato passato. Più tardi, deposte fra le pagine di un libro, sembrano dormire nei loro letti di carta. Ma il lettore apre il libro e le ridesta alla vita quando vuole, e le riconosce anche se non le ha mai riviste prima.”

Museo Nazionale Alinari della Fotografia, Piazza Santa Maria Novella 14a r, Firenze.

 Orario: tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.30-Mercoledì chiuso.

Biglietteria: Intero € 9.00; Ridotto € 7.50; Convenzioni € 6.00; Scuole € 4.00; Gratis bambini fino a 5 anni.

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Katia Neri