In esclusiva Salvatore Ferragamo – Il Borro, la nostra “casa”

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Salvatore Ferragamo in posa per Top Life MagazineSan Giustino Valdarno – “Mio padre Ferruccio – racconta Salvatore Ferragamo – conobbe la tenuta nei primi anni ‘80, durante una battuta di caccia. Affascinati dalla magia del luogo, abbiamo continuato a frequentare il Borro fino al 1993, quando ci fu l’occasione di acquistare tutta la proprietà. Il Borro, per noi, prima ancora di essere un Relais & Chateaux e una cantina vinicola di livello, significa casa”.

In queste parole di Salvatore, c’è tutto quello che il Borro rappresenta per la famiglia Ferragamo.
Il Borro è un piccolo villaggio toscano nel Valdarno Superiore, abitato fin da epoche remote. Versava in rovina fin quando, nel 1993, fu acquistato da Ferruccio Ferragamo.
Il delicato compito di riportarlo in vita è stato affidato alla moglie Ilaria, che è riuscita nell’impresa di mantenere le vecchie tradizioni rurali: il borgo oggi è un suggestivo salto indietro nel passato ma con il supporto della tecnologia moderna e del comfort che a questa si accompagna. Quaranta ettari di vigneti sono coltivati a Sangiovese, Merlot, Cabernet, Sauvignon, Syrah. Tra le etichette: Pian di Nova, Polisena, Borro, per un totale di 200mila bottiglie l’anno, esportate in tutto il mondo.

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Innanzitutto, il suo rapporto con il territorio: i motivi che hanno spinto la famiglia a venire al Borro, il legame dei componenti la famiglia con queste terre.

“Da quando mio padre conobbe la tenuta – spiega Salvatore Ferragamo – non l’abbiamo più persa di vista. Dopo l’acquisto, sono iniziati i lavori di ristrutturazione del borgo medievale e della villa padronale. Successivamente abbiamo dato vita alla produzione vinicola. E’ facile quindi intuire che il rapporto che ci lega a queste terre è prima di tutto di tipo sentimentale e affettivo”.

Il valore aggiunto di Ferragamo in materia di eccellenza: da cosa è rappresentato quel quid che può far esclamare: “Questo è di Ferragamo!”.

“Per quanto Il Borro e la Salvatore Ferragamo siano due aziende diverse e autonome, è ovvio che anche all’interno della tenuta è facile individuare alcuni caratteri, come l’eleganza, la classicità e la qualità, che richiamano l’altra azienda. Alcuni principi, i modi d’impostare alcuni aspetti lavorativi e l’educazione che ci hanno trasmesso, fanno parte della nostra famiglia indipendentemente da tutto.
Ho sempre cercato di considerare mio nonno Salvatore come un modello da seguire, perciò ogni giorno, nel mio lavoro come amministratore delegato de Il Borro, cerco di seguire le sue orme e di rendere Il Borro un luogo di qualità e d’eccellenza”.

Arte, moda, cultura: è d’accordo che la rinascita dell’Italia si possa basare su questi tre cardini?

“L’Italia è sicuramente un Paese d’arte e di cultura, ma è anche un luogo famoso per l’alta moda, che dovrebbe iniziare a far parte sempre di più della nostra cultura. E’ importante trovare un nuovo modo di comunicare e far conoscere questi nostri valori al mondo. C’è bisogno di innovazione e condivisione”.

In cosa consisterà, a livello strategico, il futuro del Resort?

“Da novembre 2012 siamo entrati a far parte della grande famiglia Relais & Chateaux e già questo è un grande traguardo. Il futuro? Mantenere sempre alta la qualità, ma allo stesso tempo intraprendere nuove strade. Non a caso da poche settimane abbiamo inaugurato la nuova Osteria del Borro, con i suoi nuovi ambienti e la sua nuova gestione sotto le mani esperte del nuovo Executive Chef Andrea Campani.
L’Osteria è situata all’interno della Tenuta, ad un passo dal borgo medievale. Nella cornice di un ambiente caldo e accogliente, l’Osteria del Borro propone una cucina in costante equilibrio tra gusto, tradizione e creatività. Per il momento, quindi, il nostro primo obiettivo è quello di raggiungere ottimi risultati anche per quanto riguarda la ristorazione e far si che l’Osteria torni ad essere un punto di riferimento della ristorazione locale e non solo”.

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