I panorami imperdibili di Arezzo

Alessio Ricci

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Dopo la pausa estiva e i relativi viaggi che ci hanno portato verosimilmente (e fortunatamente per poco) lontani dal cuore della Toscana, quale migliore occasione del rientro di settembre per godersi impagabili squarci di capolavori naturali e umani che il nostro territorio ci offre?

Il clima e la predisposione d’ animo ci aiutano e Arezzo non ci delude mai, perciò eccovi una breve guida su dove estasiarsi e rendere omaggio alla fortuna che ci ha reso speciali per nascita.

Al primo posto, in occasione del recente restauro e della riapertura al pubblico, vogliamo inserire la Fortezza Medicea, anche per il percorso che ci conduce a questo enclave fiorentino in territorio aretino. I suoi 305 metri di altitudine la rendono il punto più alto della città e una spettacolare, indimenticabile cartolina che si affaccia e domina la città, la valle dell’ Arno, l’ Alpe di Catenaia e il massiccio del Pratomagno. A piedi possiamo tranquillamente arrivare a Castelsecco, zona residenziale di primissimo livello da cui ammiriamo villa Wanda e abbiamo una veduta ancora più prossima e suggestiva del centro di Arezzo.

Vista da Castelsecco
Vista da Castelsecco

 

Rimane esclusa da cotanto stupore la Valdichiana, ma non ci vuole molto per ammirarla: passiamo da Gragnone e saliamo a Lignano, storico indizio meteorologico di tutti gli aretini. Dai suoi ottocento metri riusciremo a vedere tutto il territorio bonificato da Fossombroni, il magnifico “paese mio che stai sulla collina”, Cortona, fino a sfiorare con lo sguardo l’ Amiata all’ orizzonte.

Non vogliamo sicuramente fare un torto ai biturgensi escludendo la Valtiberina dai luoghi per cui vale la pena rimanere a bocca aperta: prendiamo i tornanti della Libbia e se non soffriamo troppo di mal d’ auto il viaggio ci renderà felici: sul valico potremo ammirare la distanza plastica tra Anghiari e Arezzo e la piana della battaglia fino a Sansepolcro.

castello-dei-conti-guidiPer finire, se il serbatoio non è vuoto, una visita a Poppi e al castello dei conti Guidi: da lì si affaccia il Casentino con i suoi parchi, i suoi borghi, le sue valli e i suoi accenti così familiari all’orecchio fiorentino. Visitando il castello si può comprendere anche il motivo di tale vicinanza lessicale e culturale.

 

 

Non siete usciti dalla provincia e sicuramente avete visto senza troppo peregrinare luoghi, paesaggi e capolavori che nulla hanno a che invidiare a tutto il resto del mondo. Ricordiamoci di non smettere mai di stupirci della meraviglia. Buon viaggio!

 

 

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Alessio Ricci