Domenica 1 settembre arriva la 126esima edizione della Giostra del Saracino

Alessio Ricci

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Non più parole, o mai; vo’ vendicarmi. Al campo, alla battaglia, all’ armi, all’ armi! Quando l’ araldo domenica primo settembre farà risuonare in piazza le parole della disfida al Buratto, l’attesa sarà finita e si potrà finalmente cominciare a correr Giostra.

La Giostra del Saracino, splendida rievocazione storica della cacciata dei Saraceni dalla città di Arezzo, si disputa ininterrottamente dal 1931 ed è ormai entrata nell’ immaginario popolare, nel folklore, nell’ atmosfera tanto da poter essere idealmente identificata con la città, proprio come  accade, anche se in misura minore, con il Palio e Siena.

Arezzo due volte all’ anno (il terzo sabato di giugno e la prima domenica di settembre) si immerge per una settimana in un clima di festa ma anche di tensione e sfottò reciproci e nel giorno della Giostra si traveste da piazza che sarebbe tanto piaciuta ad Ariosto: “Le donne, i cavalier, l’ arme, gli amori, l’ audaci imprese…”. Costumi di epoca medievale, musici, sbandieratori e paggetti fanno da contorno e da meraviglioso preambolo per la sfida vera e propria di Piazza Grande dove i quattro quartieri, in ordine di palmarès Porta Crucifera, Porta Sant’ Andrea, Porta Santo Spirito e Porta del Foro, si giocano la Lancia d’ Oro, il premio che vale la vittoria e una settimana di intensa goduria per chi riesce ad aggiudicarsela.

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Domenica, sugli spalti o davanti al televisore, ogni aretino sarà col fazzoletto al collo o legato al polso, in trepidante attesa della carriera dei propri beniamini, sperando nel centro, il 5 che schiude le porte del Paradiso. Dobbiamo infatti, in quanto garanti e portavoce delle eccellenze del territorio, fare una citazione e una menzione d’ onore al cavaliere che rende Porta Santo Spirito la favorita d’ obbligo: Elia Cicerchia, il nuovo re della piazza, che con le sapienti istruzioni del “vecchio” re della piazza, Martino Gianni, sta dimostrando il suo valore di giostratore imbattuto e sempre a bersaglio pieno, oltre che di aretino doc

Ci auguriamo che il tempo sia clemente, che sia una Giostra combattuta ma corretta, che sia il solito spettacolo di colori, canti, storia, emozione e competizione e che vinca il migliore; o forse no, in fondo gli aretini sanno che il quinto quartiere in lizza è la fortuna…

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Alessio Ricci