Rinaldo Nocentini, campione di semplicità e tenacia

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In Toscana il ciclismo ha sempre avuto un richiamo speciale, un seguito ed una tradizione di gran lunga superiori a qualsiasi altro sport. Volendo ricordare solo alcuni nomi del passato come non menzionare il grande Gino Bartali, ma anche ciclisti del calibro di Magni, Nencini, Bitossi, Chioccioli.

Nostri conterranei sono anche il più grande CT azzurro di sempre, Alfredo Martini e colui che era destinato a diventare il suo degno erede, quell’uomo straordinario che è stato il compianto Franco Ballerini. Se guardiamo invece al presente, l’emblema della nostra terra è certamente rappresentato da Rinaldo Nocentini.

Nato a Montevarchi nel ’77,  compirà 36 anni il prossimo 25 settembre, proprio nella settimana dell’ap­pun­tamento iridato nella nostra Firenze. Ha trascorso gran parte della sua vita nel suggestivo borgo di Montemarciano, lungo la Setteponti, non a caso la strada considerata “l’eden dei ciclisti”. Attualmente vive in Val di Chiana, dove si è trasferito per amore della moglie Manola.

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Inizia la carriera a 7 anni nelle categorie giovanili e dilettantistiche, dove ha primeggiato  96 volte, ottenendo anche un secondo ed un terzo posto ai campionati del mondo di categoria. Professionista dal 1999, ha collezionato alcune decine di vittorie sino ad oggi, ma la consacrazione che lo ha posto sotto i riflettori internazionali certamente è avvenuta il 10 luglio 2009, quando conquistò la maglia gialla al Tour de France, al termine della settima tappa, da Barcellona ad Arcalís. E riuscendo a mantenere il simbolo del primato fino al 19 luglio a Verbier, quando a togliergli la maglia fu Alberto Contador che poi quel Tour lo vinse.

Attualmente è ancora l’ultimo italiano ad aver indossato il simbolo del primato al Tour de France, anche se ci auguriamo – per i nostri colori – che questo primato non duri troppo a lungo.

Top Life non si è lasciata sfuggire l’occasione d’incontrarlo per voi e di porgergli qualche domanda.

 Qual è il rapporto che Rinaldo Nocentini ha con il suo/nostro territorio?

“Il rapporto tra me ed il territorio è veramente  importante per due motivi. Primo affettivo, perché  è la terra che amo, dove sono nato e cresciuto. Secondo, perché è un terreno ideale per il lavoro che svolgo, posso infatti trovare qui qualsiasi tipo di terreno dove allenarmi”.

Cosa ha significato  indossare per una settimana la maglia gialla al Tour?

“La bicicletta mi ha insegnato a fare sacrifici e a sopportare la fatica. La maglia gialla è la cosa più importante che esista nel ciclismo e ti ripaga  di tutti i sacrifici e le fatiche che hai fatto”.

 I tuoi progetti per la stagione 2013?

“In questa stagione parteciperò al Tour e anche alla Vuelta, cercando di farmi trovare pronto dal nostro CT Bettini. Spero infatti di poter indossare la maglia azzurra ai Campionati Mondiali di Firenze, che è certamente il traguardo più ambizioso della mia stagione”.

AG2R La Mondiale rider and race leader Rinaldo Nocentini of Italy is served coffee during a photo session  in Limoges

È un piacere – credeteci – aver incontrato Rinaldo: una persona solare, semplice e al contempo uno sportivo di razza; e da buon toscano qual è, sempre disponibile, col sorriso sulle labbra e la battuta pronta.

A questo punto non ci rimane altro che augurare a Rinaldo da parte nostra e di tutti i tifosi toscani un grosso in bocca al lupo per la sua stagione e per il prossimo Campionato del Mondo.

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