L’antico mulino di Loro Ciuffenna

Luigi Torreggiani

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Dal ponte centrale di Loro Ciuffenna, caratteristico borgo del Valdarno ai piedi del monte Pratomagno, ho notato per caso una costruzione alta e stretta, con due ampi fori alla base, da cui stava uscendo un rivolo d’acqua che andava a gettarsi nel fiume sottostante. Ho pensato subito ad un mulino, ma non vedendo la classica ruota esterna sono rimasto nel dubbio.

Non immaginavo di trovarmi di fronte ad una costruzione di ben 900 anni, il più antico mulino ad acqua presente in Toscana. Increbibilmente oggi ancora attivo, l’antica costruzione è tenuta in buono stato dalla famiglia che da diverse generazioni di mugnai la gestisce e offre il proprio servizio al borgo.

 

Superato il fiume sono sceso sotto al ponte, poi in uno stretto vicolo, fino a trovarmi di fronte all’ingresso della struttura in legno e sasso, con il mugnaio li, seduto a riposare e pronto ad accogliere clienti e visitatori.

 

 

 

Il vecchio mulino è formato da tre diverse macine: una per il mais, una per le castagne e l’altra per il grano. C’è poi un grande contenuitore che serve per dividere la parte nobile della farina dallo scarto e una piccola botola che porta alle ruote. Quest’ultime sono disposte in orizzontale, a differenza dei mulini “classici” con le grandi ruote esterne. La struttura è composta da 3 piani: le ruote sul fiume, la stanza delle macine in mezzo e il magazzino al piano superiore, da cui scendono per gravità le granaglie e le castagne.

 

 

Dalla stanza delle macine basta tirare una catena per azionare il meccanismo secolare: è tutto un tremolio di legno e ferro, la macina parte, i chicchi scendono, la pietra lavora e la farina inizia a riempire i sacchi.

 
900 anni di storia narrati con emozione dal figlio del mugnaio e leggibili dal viso del padre, fiero e pensieroso.

“Erano tantissimi i mulini presenti in questo tratto di fiume”, mi racconta il figlio del mugnaio, “questo è rimasto fino ad oggi perchè situato proprio nel cuore del borgo antico”. Quasi protetto, nascosto e camuffato dalle mura umide di sasso dall’invasione del mondo moderno.

Oggi questa incredibile costruzione non è solo un museo, è sì aperto ai visitatori, ma ancora funziona, vi si sente il profumo della farina, si vive l’atmosfera rude e un po’ disordinata dei luoghi di lavoro. Che bello se potesse rimanere così!

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Luigi Torreggiani