Cose da fare a Firenze: salire sull’autobus numero 25

Chiara Poggi

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Non è il citysightseeng, ovvero il celebre autobus rosso a due piani e con il tetto scoperto che vedete spesso passare, pieno zeppo di turisti, a Firenze e in tutte le più celebri città del mondo. Il numero 25 è il più classico dei bus dell’ATAF (l’azienda del trasporto pubblico fiorentino), ma vi porterà alla scoperta di luoghi fantastici.

Che salire su uno di quei mastodontici pullman rossi a due piani sia un’esperienza interessante non lo mettiamo in dubbio, ma i biglietti sono abbastanza costosi. Noi vi diamo un’alternativa al prezzo di poco più di un euro. Scegliete se partire all’alba o al tramonto e poi recatevi in Via la Pira, nei pressi di piazza San Marco. A questo punto salite sull’autobus numero 25A.

Giardino dell'orticoltura a FirenzeDa piazza della Libertà arriverete sul primo tratto in salita e troverete il Giardino dell’Orticultura, celebre soprattutto per la serra-tepidario del 1880, l’unica del genere a Firenze, recentemente restaurata. In meno di 5 minuti sarete già fuori dalla città, lungo Via Bolognese. Passerete da stradine che si snodano tra i muri dei palazzi signorili e architetture religiose. Tra gli edifici più significativo della strada vedrete villa La Pietra, straordinaria dimora signorile dove risiedette anche Gino Capponi. La villa, circondata da uno scenografico giardino e parco, fu poi donata da Harold Acton alla New York University, che ancora oggi la possiede. Arrivati all’altezza della Lastra lo scenario cambia e si apre quasi totalmente alla campagna, con uno scenario dominato dai colli di Fiesole.

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Passerete da Trespiano dove la via Bolognese “nuova” e quella “vecchia” si ricongiungono, prima di proseguire per arrivare a Pratolino, dove c’è il capolinea. Scendere per visitare il parco di villa Demidoff sarà doveroso. Nonostante molte opere d’arte originarie siano state rimosse nel corso dei secoli, il parco ne conserva ancora molte di rilevante interesse. Tra queste le più famose sono: il Colosso dell’Appennino di Giambologna; la Fonte di Giove, la cui copia fu collocata dai Demidoff alla fine dell’Ottocento; le due mete di spugna; la Cappella, a pianta esagonale con loggiato esterno, in prossimità della quale è sepolta l’ultima principessa Demidoff.

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Chiara Poggi