Il Chianti e le origini del Gallo Nero

Simone Scalaberni

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La Toscana è la patria di uno dei più nobili vini italiani: il Chianti. Compreso tra le antichissime province di Firenze e Siena, il territorio del Chianti, oltre alla sua storia ha legato il suo nome anche al celebre vino.

In questa zona il vino si produce fino dai tempi degli Etruschi e che già nel 1600 veniva esportato in Inghilterra come merce di scambio di alta qualità e valore economico.

Il Gallo Nero è il simbolo del Consorzio dei produttori del vino Chianti Classico e richiama subito alla mente la zona del Chianti, cioè il territorio intero dei comuni di Castellina in Chianti, Gaiole in Chianti, Greve in Chianti, Radda in Chianti e in parte quelli di Barberino Val d’Elsa, di Castelnuovo Berardenga, di Poggibonsi, di San Casciano in Val di Pesa e di Tavarnelle Val di Pesa.

Bottiglie di Chianti Classico
Bottiglie di Chianti Classico

La scelta del gallo quale stemma rappresentativo di questa zona ha origini molto antiche. La prima documentazione attesta che un gallo nero su sfondo oro, fu adottato come stemma dalla Lega del Chianti, una giurisdizione militare creata dalla Repubblica del Marzocco nel 1384 in funzione antisenese, comprendente gli avamposti fiorentini di Castellina in Chianti, Gaiole in Chianti e Radda in Chianti.

Come il Gallo Nero finì col fare da stemma al vino

Ma perché fu scelto proprio il gallo come stemma? La tradizione vuole che nel Medioevo Firenze e Siena rivendicassero, ricorrendo spesso alle armi, il controllo su questo preziosissimo angolo di Toscana, ma entrambe, stanche di dispendiose battaglie, decisero di regolare la questione con un singolare e pacifico arbitrato.

Uno splendido esemplare di Gallo Nero
Uno splendido esemplare di Gallo Nero

Infatti, le due città si accordarono di affidare la delimitazione dei loro confini contesi ad una sfida tra due cavalieri, uno rappresentante Firenze e l’altro Siena. La prova cavalleresca prevedeva che il confine sarebbe stato fissato nel punto dove i due cavalieri si fossero incontrati partendo al canto del gallo dalle rispettive città.

I senesi scelsero un gallo bianco e lo trattarono con tutte le cure ed attenzioni oltre ad offrirgli del prelibato cibo, convinti che così all’alba avrebbe cantato più forte, invece, i fiorentini, scelsero un gallo nero che tennero volutamente a digiuno. Il giorno della prova il gallo nero fiorentino, affamato, iniziò a cantare molto prima dell’alba, mentre quello bianco senese, sazio e coccolato, dormiva tranquillo.

Così, il cavaliere fiorentino al canto del gallo iniziò la sua corsa al galoppo, mentre quello senese dovette aspettare ancora prima che il gallo bianco cantasse: il risultato fu che i due cavalieri si incontrarono a soli 12 km dalle mura di Siena e così la Repubblica Fiorentina poté annettersi la quasi totalità del territorio del Chianti.

La statua del Gallo a Greve in Chianti
La statua del Gallo a Greve in Chianti

I confini del Chianti Classico

I confini del Chianti Classico corrispondono più o meno a quelli gia fissati in un bando del Granduca di Toscana nel 1716, epoca in cui, per la prima volta nella storia vinicola, un documento legale prevedeva la delimitazione di un’area di produzione, anticipando di oltre 200 anni ogni altra iniziativa del genere nel mondo.

E’ solo in questa limitata area geografica di 70 mila ettari di superficie che si produce il vino Chianti Classico che ha caratterizzato l’economia e anche il paesaggio della zona.In questo territorio vi sono infatti 800 fattorie che producono vino, riunite per la maggior parte in un Consorzio che, rifacendosi alla tradizione della storica Lega del Chianti, ha acquisito come proprio simbolo il Gallo Nero oggi famoso in tutto il mondo.

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Simone Scalaberni