La leggenda del volto scolpito da Michelangelo su Palazzo Vecchio

Simone Scalaberni

Il misterioso volto scolpito nella facciata di Palazzo Vecchio

Uno… scocciatore ritratto dal più grande artista di tutti i tempi. E’ questa la sintesi della storia, a metà tra leggenda e realtà, del volto di uomo scolpito nella pietra della facciata di Palazzo Vecchio a Firenze.

Firenze, una delle più grandi città d’arte del mondo, che per il turista è una inesauribile miniera d’oro di posti e cose da visitare… chiese, palazzi e musei, quando non meravigliose statue, dipinti, affreschi, sculture e chi più ne ha, più ne metta.
Ma al turista “generico” sfugge molto spesso uno dei misteri che Firenze, ed in particolare uno dei suoi artisti, nasconde.
Percorrendo piazza della Signoria, alle spalle del gruppo marmoreo di Ercole e Caco di Baccio Bandinelli, a destra dell’ingresso di Palazzo Vecchio, quasi sull’angolo dell’edificio di origine medievale, si può osservare, nascosto e “mimetizzato” sulla parte esterna delle pietre che formano la muratura, una specie di incisione: più precisamente, un profilo di testa d’uomo.

Palazzo Vecchio, particolare
Palazzo Vecchio, particolare

Il grande scultore e l’uomo di strada

Ebbene, la leggenda narra che nientemeno che Michelangelo Buonarroti, tutte le volte che si trovava a passare da via della Ninna, via che passa tra Palazzo Vecchio e gli Uffizi, veniva regolarmente fermato dallo stessa persona che lo annoiava tutte le volte raccontando sempre la solita storia sui suoi fallimenti finanziari e del credito dovuto allo stesso Buonarroti e mai pagato. Fu proprio in una di quelle occasioni che Michelangelo, afflitto dalla noia e con gli arnesi del mestiere in mano, mentre lo scocciatore parlava, girato di spalle ne scolpì il profilo, immortalandolo per sempre nelle pietre di Palazzo Vecchio.
Alcune versioni dicono che Michelangelo scolpì tenendo addirittura le mani dietro la schiena e – accostatosi alla muratura del palazzo, fingendo di ascoltare –  incise su di essa il profilo della faccia; non è però certo se sia stata la sua o quella del suo interlocutore.

“L’importuno” passato alla storia

Questo singolare e divertente aneddoto potrebbe essere solamente una leggenda, di certo c’è che la figura sul muro di Palazzo Vecchio esiste davvero ed i fiorentini, da secoli, la chiamano “Importuno”.

Il volto in primo piano
Il volto in primo piano

La seconda versione: il condannato alla gogna

E’ in vita anche una seconda versione del fatto, la quale asserisce che il volto è sì quello di un uomo, ma probabilmente un condannato.

Alcuni crimini, all’epoca, venivano infatti puniti con la famosa gogna pubblic a. La pena consisteva nel restare in piazza con la testa e le mani bloccate da due travi di legno. In genere veniva appeso al collo del condannato un cartello, che ne descriveva la colpa. Esposto in piazza, tutti potevano umiliarlo e infliggere punizioni corporali al malcapitato di turno. La punizione aveva lo scopo evidente di umiliare il condannato.

Il volto ritratto dunque sarebbe quello di un uomo, sconosciuto, condannato a questa pena. Autore del volto, sempre il grande Michelangelo.

 

 

 

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