Itinerario nella Firenze ebraica

admin

Tagged: , , , , , ,

A CURA DI: FRANCESCA MASOTTI

I rapporti tra Firenze e gli ebrei si perdono nella notte dei tempi. Fino nell’epoca romana, un piccolo nucleo di ebrei sembrava che abitasse nell’attuale quartiere di Oltrarno, fuori dalle mura della città.

Le prime notizie certe si hanno però a partire dal XIII secolo. Testimonianze più concrete delle relazioni tra la comunità ebrea e la città si hanno sotto la dinastia dei Medici. In quegli anni la comunità crebbe, in particolare Cosimo il Vecchio diede una prima concessione per un banco di prestito nel 1437, quando giunsero prestatori da Pisa, Rieti e Tivoli.

Dai Medici ai giorni nostri

Anche sotto i Medici gli ebrei continuarono a risiedere nella zona di Oltrarno dove, in via dei Giudei – ora via dei Ramaglianti – si trovava l’antica sinagoga i cui resti erano visibili fino alla Seconda Guerra Mondiale, quando furono distrutti dalle mine tedesche. Oggi, nella strettissima via, c’è un cartello che ricorda la sua presenza. Ai piani superiori del palazzo si trovano abitazioni, in quello terra, invece, uno studio di restauro.

Nel 1571, nel centro della città, fu istituito un ghetto che disponeva di due sinagoghe, che si aggiunsero alla già presente sinagoga in via dei Giudei. I due luoghi di culto cessarono di funzionare nel 1848, con la chiusura dello stesso ghetto e i loro arredi vennero trasferiti dapprima in due piccoli oratori in via delle Oche – dove venivano svolte funzioni secondo il rito italiano e quello spagnolo – poi in Israele.

Il Cimitero monumentale ebraico e l’attuale Sinagoga

Sempre nella zona di Oltrarno, nell’attuale viale Ariosto, sorge un altro importante luogo ebraico della città, il Cimitero monumentale ebraico, aperto una volta al mese (la domenica), e visitabile con accompagnamento della guida. Il Cimitero restò in funzione fino al 1870, quando venne aperto quello in via di Caciolle, in zona Rifredi. Le tombe sono molto antiche, alcune risalgono al Settecento e tra di esse, in linea con la cultura ebraica – che non apprezza l’idea di eccesso e ricchezza – non vi sono esempi sfarzosi, infatti è possibile trovare solo tre cappelle monumentali.

Spostandoci verso il centro della città, in una zona molto bella e non lontana dai principali luoghi di interesse artistico, si trova l’attuale sinagoga, il Tempio Maggiore Israelitico, precisamente in via Farini. Venne inaugurata nel 1882 ed è considerata una delle sinagoghe più importanti di tutta Europa, nonché uno degli edifici più belli ed eleganti dell’Ottocento italiano. Rientra tra le cosiddette sinagoghe “dell’emancipazione”, cioè progettate come costruzioni indipendenti e non poste in abitazioni come avveniva all’interno dei ghetti.


Già alla fine del 1847, a Firenze, si discuteva della necessità di costruire un Tempio adeguato alla Comunità fiorentina, ma la mancanza di fondi bloccò per decenni l’iniziativa, fino a quando nel 1868, David Levi, presidente dell’Università Israelitica, destinò con legato testamentario, i suoi beni alla realizzazione di un Tempio monumentale “degno della città di Firenze”.

Il tempio è in perfetta armonia con l’architettura cittadina, spicca e risalta per il suo colore e le sue caratteristiche nello skyline cittadino visibile da piazzale Michelangelo. La cupola centrale è fiancheggiata dalle due cupolette delle torri laterali, è ricoperta di lastre di rame verde ed è molto grande. L’edificio sottostante è, invece, ricoperto di blocchi di pietra bianca e rosa ed è in stile moresco.

Nel giardino davanti alla Sinagoga, ci sono palme e altre piante. L’atmosfera è orientaleggiante, tanto che, una volta entrati dentro al cancello, sembra di essere catapultati in un posto lontano ed esotico; in realtà, a nemmeno cinquecento metri da qui si trovano la cattedrale e Piazza della Signoria.

PER GENTILE CONCESSIONE DI FRANCESCA MASOTTI

Share Button

/ 174 Articles

admin