Giotto, il padre dell’arte moderna occidentale

Simone Scalaberni
Il Compianto sul Cristo morto, Cappella degli Scrovegni
Il Compianto sul Cristo morto, Cappella degli Scrovegni

Di Giotto, il più grande pittore del Trecento e uno dei massimi artisti di tutta la cultura occidentale, abbiamo ancora scarse e spesso contraddittorie notizie biografiche. Figlio di un fabbro di nome Bondone, egli nasce con probabilità nel quartiere fiorentino di Santa Maria Novella.

Secondo la tradizione, invece, proveniva da Colle di Vespignàno, presso l’attuale comune di Vicchio, nella valle del Mugello. La data di nascita non è comunque certa, anche se la maggior parte degli studiosi è ormai concorde nel collocarla intorno al 1267. Questa scarna serie di elementi, non rende l’idea della complessità e della grandezza assoluta della figura artistica di Giotto, colui che “rimutò l’arte del dipingere dal greco al latino”. Senza esagerare, Giotto era già una leggenda ancor da vivo, al pari di pochi altri. Giovanni Boccaccio (1313-1375), per esempio, in una delle più celebri novelle del suo Decamerone lo definisce “il miglior dipintor del mondo”.

                                                  Perché grande

Per capire la grandezza e le incredibili novità introdotte dalla sua pittura, possiamo dire semplicemente questo: Giotto è per la pittura del Trecento ciò che la nuova borghesia cittadina fu per la stagnante economia feudale: un vero e proprio fulmine a ciel sereno! Tramite l’utilizzo di una nuova “prospettiva” intuitiva e l’uso sapiente dei colori e del chiaroscuro, egli conferisce alle proprie pitture una verosimiglianza, un volume e un taglio nuovi e sconvolgenti. I corpi dei personaggi, che già con Cimabue avevano iniziato a perdere l’astratta rigidezza delle tavole romaniche, sono rappresentati da Giotto con ulteriore e assoluta libertà.

La Basilica di San Francesco d'Assisi
Basilica di San Francesco d’Assisi

I volti dei suoi personaggi non sono più ripetitivi e stilizzati, ma sono volti di uomini e di donne che gioiscono e soffrono, piangono e ridono: in altre parole, che sono vivi e non pietrificati come in passato; eccola, la grandezza di Giotto. Colui che per primo intuì la prospettiva, e che liberò l’arte dai canoni estetici bizantini. In questo senso, Giotto può essere considerato “l’iniziatore” di tutta l’arte moderna occidentale, che senza il suo apporto non sarebbe stata ciò che essa è oggi. Il ciclo di Assisi con le storie di San Francesco, la Cappella degli Scrovegni di Padova, la Croce dipinta della basilica di Santa Maria Novella a Firenze, sono solo alcune tra le massime opere lasciateci da questo grande pittore.

L'Incontro alla Porta Aurea (Scrovegni)
L’Incontro alla Porta Aurea (Scrovegni)

 Uno straordinario innovatore, dunque, che già vivente superò in fama e grandezza il proprio maestro: e non uno qualunque, poiché quel signore si chiamava Cimabue. Giotto muore settantenne, osannato e famoso, nel 1337.

 

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