Toscana, un suggestivo set cinematografico

Katia Neri

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La Toscana con i suoi spazi sconfinati carichi di poesia, tra uliveti e vigneti, borghi caratteristici e maestosi castelli, è la location perfetta per il cinema. I film ambientati nella nostra terra hanno contribuito a impreziosire l’industria cinematografica.

Molti registi, italiani e internazionali, ammaliati dai paesaggi e dalla storia, hanno scelto questa regione come set, per raccontare storie e dar voce alle emozioni. Paesaggio come specchio dell’anima, immortalato dall’occhio dell’obiettivo.

La natura con i suoi affascinanti sentieri e le città intrise di storia non sono solo luogo di azione, ma partecipano ai sentimenti dei personaggi e possono permettersi anche di ostacolarli, assumendo in certe situazioni il ruolo di antagonista.  Vi raccontiamo le diverse sfaccettature della terra toscana, omaggiata e interpretata da tanti registi, ognuno con il proprio stile e linguaggio cinematografico.

 Amici miei – (Mario Monicelli, 1975)

Amici miei

 

Il capoluogo toscano si veste di spirito goliardico nella commedia italiana per eccellenza: Amici miei. Un film che ha scritto la storia del cinema italiano. Mario Monicelli punta lo sguardo, a differenza degli altri registi, nella Firenze di tutti giorni, meno rinomata e più viva, per evidenziare l’autenticità dell’opera.

Le zingarate dei protagonisti, dai nomi indimenticabili (Melandri, Mascetti, Necchi, Perozzi e il Sassaroli) si snodano attraverso innumerevoli location, in scorci caratteristici che lo spettatore non conosce. La città si gode il divertente spettacolo di questo gruppo di amici, alle prese con le difficoltà della vita, affrontate con ironia fino alla fine.

 Camera con vista – (James Ivory, 1985)

Camera con vista

 

Camera con vista romantica su Firenze. Una bellissima città che vive agli inizi del Novecento le vicende sentimentali dei personaggi. La repressione sessuale, la libertà dalle religioni istituzionali, l’amore adulto e consapevole, le costrizioni della società sono i temi principali di questo film in costume, vincitore di tre premi Oscar.

Molte le scene meravigliose, veri e propri tableau vivant, create magistralmente dal regista James Ivory. Intermezzi artistici che conducono al sogno.

 La vita è bella – (Roberto Benigni, 1997)

La vita è bella ad Arezzo: una città da Oscar. Roberto Benigni sceglie questa città dal fascino storico, artistico e paesaggistico come set cinematografico per il suo film, vincitore di tre premi Oscar. Piazza Grande, diventa co-protagonista, aiutando Guido a conquistare l’amata.

Indimenticabile e romantica è la scena, in cui Guido distende lungo le scale della famosa piazza un tappeto rosso per la sua principessa. Una città che culla il protagonista, mentre sfreccia con la bicicletta verso la felicità, ma l’imminente tragedia cambierà il destino di entrambi.

 Hannibal – (Ridley Scott, 2001)

Firenze da paura. Atmosfere cupe aleggiano nel film Hannibal, diretto da Ridley Scott che dipinge una città misteriosa e sinistra. Il sangue scorre lungo via De Serragli, Piazza Tasso, via Villani, Piazza Bellosguardo e la Fontana del porcellino, ma il vero teatro dell’orrore si compie a Palazzo Vecchio, dove Hannibal (Anthony Hopkins), sotto le spoglie del Dottor Fell, tiene una conferenza e commette un macabro delitto.

Il regista fotografa con lucidità il volto oscuro di Firenze, una città d’arte che si rivela complice-osservatrice degli efferati omicidi. Solo nel Chiostro di Santa Croce e nella farmacia di Santa Maria Novella si respira un’atmosfera romantica e nostalgica, quando il protagonista incontra la bella moglie del poliziotto Rinaldo de’ Pazzi e quando ripensa alla dolce Clarice.

The Twilight Saga: New Moon – (Catherine Hardwicke, 2009)

Vampiri e licantropi sono giunti fino a noi. Non potevamo esimerci dal citare il film che ha emozionato gli amanti della saga di Twilight: New Moon. Tratto dal libro omonimo di Stephanie Meyer e diretto da Chris Weitz, il film è stato girato nell’incantevole terra di Montepulciano, in provincia di Siena.

Le scene simbolo, quella dei Volturi e di Bella che salva Edward, realizzate in Piazza Grande e nel Palazzo del Comune, intrecciano uno stile gotico e decadente. L’eroe perseguitato, preda del suo conflitto interiore, non riesce a raggiungere la serenità .

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Katia Neri